Bitcoin e Tasse in Italia: Le ultime dall'Agenzia delle Entrate [ ]

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Chi investe in criptovalute ha probabilmente fatto ottimi affari in questi mesi, poiché tutto il settore è in forte crescita: chi per esempio ha investito 1.

Dapprima, limitatamente al trattamento ai fini IVA, con la Risoluzione n.

Per questo, tante persone non sono ancora riuscite a riscuotere i guadagni, per il momento immagazzinati in formato digitale su qualche sito specializzato. Questo ha creato una varietà di interpretazioni, soprattutto online, che per i piccoli investitori possono diventare un problema: chi ha comprato criptovalute spesso non sa quali sono gli adempimenti leggi fiscali bitcoin deve rispettare e nemmeno che nella maggior parte dei casi rischia di trovarsi in una situazione di irregolarità.

Rispetto agli investimenti finanziari più istituzionali — come i titoli di stato — le criptovalute hanno infatti caratteristiche piuttosto peculiari.

Contributor 10 Mar, In Italia sono incerte le norme che regolano le spettanze sul possesso di criptovalute, dall'inquadramento delle stesse alle operazioni. La verità è che la risposta a questa domanda non è affatto scontata. E qui nascerebbe il problema: le criptovalute sono totalmente a-territoriali.

Questo non è un problema per leggi fiscali bitcoin investitori grandi e strutturati, che possono pagare consulenti fiscali specializzati: ma potrebbe diventarlo per i singoli, anche perché in molte circostanze le criptovalute non sono state comprate necessariamente come investimento.

Le leggi fiscali bitcoin con gli anni sono cambiate, e molto.

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Il problema è piuttosto diffuso: «Una delle prime questioni che interessano ai nostri clienti è quella della tassazione. Per esempio vendendo bitcoin in cambio di euro.

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In realtà ci sono numerose difficoltà. Il problema è che buona parte degli investitori più piccoli potrebbe non sapere di averli: magari comprano criptovalute perché interessati dalla novità e non sanno che poi dovranno indicarle in dichiarazione dei redditi.

Criptovalute: aspetti giuridici e fiscali - Webinar con Dario Deotto

Secondo Serena Pietrosanti, «spesso si crede che agire su una piattaforma virtuale non generi obblighi ai fini fiscali, e questo potrebbe aver creato delle sacche di irregolarità nei piccoli investitori». In sostanza, molto probabilmente la maggior parte degli investitori in criptovalute in Italia si trova in una posizione di irregolarità agli occhi del fisco.

Criptovalute con criteri di tassazione ancora da decifrare

È impossibile stimare quanti investitori si trovino in posizione di irregolarità, anche perché le criptovalute sono in gran parte irrintracciabili, ma alcuni esperti sentiti dal Post hanno stimato che in Italia sono sicuramente più del 50 per cento.

Ma anche qui interviene la scarsa chiarezza della norma, perché i commercialisti sono in disaccordo su quale sia il valore di riferimento su cui calcolare il pagamento della sanzione.

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Anche per questo, alcuni investitori preferiscono evitare di regolarizzare la propria posizione, sicuri che in ogni caso sia quasi impossibile essere rintracciati dal fisco. Un altro timore degli investitori è che la norma cambi. Negli ultimi anni ho parlato con molti investitori preoccupati che mi hanno detto: oggi so di dover pagare una certa somma in tasse, ma non ho la garanzia che in futuro il fisco non tornerà a cercarmi».

  1. Bisogna pagare le tasse sui bitcoin?
  2. Bitcoin, su criptovalute non è chiaro quanto si pagano le tasse - Wired
  3. Fisco di Fabrizio Arnhold 25 Marzo - Il Bitcoin è considerato dal Fisco come una normale valuta internazionale.
  4. In Italia pagare le tasse sui bitcoin è complicato - Il Post
  5. Il dibattito sull'investimento che fa discutere Bitcoin e fisco: il rapporto decisivo per fare chiarezza Per il tributarista Luciano Quarta ci sono dubbi sul pagamento delle plusvalenze, per questo ci vuole una legge.
  6. E manca una legge ad hoc.

Anche se buona parte degli investitori si trovasse in una posizione irregolare, dunque, finché non decidono di vendere non devono niente al fisco, che non perde entrate potenziali. Le cose potrebbero cambiare nei prossimi anni, soprattutto se il prezzo delle criptovalute più note comincerà a stabilizzarsi e gli investitori cominceranno a voler godere dei propri guadagni.

A quel punto sarà piuttosto importante avere una norma chiara e definita, perché sarà allora che gli investitori dovranno decidere se pagare quanto dovuto al fisco italiano o usare uno dei metodi per eludere le tasse sono tanti, già molto usati e piuttosto creativi.

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Per prepararsi a dovere, il fisco potrebbe creare norme più chiare e particolareggiate. Tra gli esperti, non senza un certo grado di interesse privato, si parla molto anche di una sanatoria: per via delle circostanze eccezionali in cui sono nate e si sono diffuse le criptovalute, potrebbe essere ragionevole immaginare che lo stato decida di non imporre sanzioni a chi decidesse di regolarizzare la propria posizione con un ravvedimento operoso, come invece succede adesso, adottando precauzioni per evitare il riciclaggio di denaro.

Il bitcoin è la prima e più famosa tra le ormai numerosissime criptovalute. I quantitativi posseduti sono detenuti in un portafoglio virtuale, chiamato wallet: per ottenerlo bisogna sottoscrivere un contratto con un intermediario, e da quel momento si potrà accedere al registro della blockchain che conterrà tutte le transazioni, in acquisto e in vendita, fatte a proprio nome.

Un sistema di incentivi potrebbe essere utile soprattutto perché, secondo gli esperti, nei prossimi anni potrebbe crearsi una certa competizione tra paesi, che cercheranno di portare nei propri sistemi finanziari le ricchezze generate dalle criptovalute.